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BRESCIA ACCOGLIE IL PAPA
«Venendo a visitarci, Santità, viene a casa sua»
Palazzo Martinengo
Brescia, Via Musei 30
tel. 030.2807934 - 030.3753003
www.palazzomartinengo.it
info@palazzomartinengo.it
www.comune.brescia.it
infopoint@comune.brescia.it
Data e orari
24 gennaio - 21 febbraio 2010
ore 9-12 /15/19
lunedì chiuso
Ingresso gratuito
La mostra è promossa dal Comune di Brescia, dalla Provincia di Brescia e dalla Diocesi di Brescia, in collaborazione con il Centro Pastorale Paolo VI, la Fondazione Tovini, l’Opera Diocesana San Francesco di Sales e l’Istituto Paolo VI, e con il sostegno di Brevivet, Foppagroup, Fondazione Lonati, Giornale di Brescia, Apindustria. Le fotografie sono delle tre agenzie giornalistiche bresciane: Foto Eden, Reporter e FotoLive.
La mostra Brescia accoglie il Papa intende riproporre le immagini più significative e più emozionanti della visita in terra bresciana di Sua Santità Benedetto XVI, che domenica 8 novembre 2009 ha toccato – nell’ordine – i comuni di Ghedi, Botticino, Brescia e Concesio.
L’arrivo
Da Ghedi a Botticino, da Botticino a Brescia
Sua Santità Benedetto XVI atterra a Ghedi alle 9:24; ad attenderlo, numerosi rappresentanti della Chiesa e delle istituzioni bresciane, tutti visibilmente emozionati. Dopo i saluti, il Pontefice sale sulla papamobile e si dirige verso la prima tappa del suo viaggio, Botticino; lo accompagnano, nel tragitto, chilometri e chilometri di folla festante.
La prima sosta è nella parrocchiale di S. Maria Assunta, per rendere omaggio alla memoria e all’opera di S. Arcangelo Tadini; poi, terminata la meditazione sulle spoglie del Santo bresciano – da lui stesso canonizzato –, il Papa compie il primo gradito fuoriprogramma della sua visita, parlando ai fedeli per ricordare l’importanza dell’esempio di don Tadini.
Ancora pochi attimi di sorrisi, saluti e carezze ai bambini e poi di nuovo in movimento: la papamobile si dirige verso Brescia, dove attendono il Papa in Piazza Paolo VI oltre dodicimila fedeli e quattrocento sacerdoti, mentre lungo le strade un numero ancor più alto di persone accompagna il pontefice in un tripudio di applausi e bandierine sventolanti.
A Brescia
Da San Faustino alla Loggia, dalla Loggia al Duomo
In leggero ritardo sulla tabella di marcia ufficiale, Sua Santità giunge a Brescia intorno alle 11. L’accoglienza della città è vivissima: la pioggia battente non ha scoraggiato i fedeli, confortati dal lavoro dei volontari del servizio di accoglienza.
Attraversata via San Faustino, gremita come non mai, il Papa giunge in Piazza Loggia, e qui – rompendo per la seconda volta il protocollo della visita – rende omaggio alle vittime della strage del maggio 1974: un segno forte, di condivisione del dolore per una ferita ancora aperta.
L’arrivo in piazza Paolo VI è accolto da uno scrosciante applauso, guidato dai giovani degli oratori, mentre i maxischermi avvicinano il Papa a chi non ha potuto trovare posto nella piazza.
Prima della Messa, è il momento del saluto ufficiale al Pontefice da parte delle autorità. Il primo benvenuto è del Vescovo Luciano Monari: «Venendo a visitarci, Santità, viene a casa sua». Poi è la volta del Sindaco Adriano Paroli, che si rivolge al Pontefice anche in rappresentanza delle altre autorità presenti interpretando «il sentimento più profondo dell’intera città».
La Santa Messa
L’incontro con la comunità
È alle 11:10 che il Santo Padre entra nella Cattedrale. Ad accoglierlo, nei primi banchi, ci sono bambini ed anziani malati provenienti dall’intera provincia, affiancati dai familiari e dai loro accompagnatori. Pochi banchi più indietro, tanti altri giovani: scout, studenti delle scuole cattoliche del territorio e gli oltre settanta seminaristi bresciani.
La Messa si svolge in un clima al contempo festoso e religiosamente raccolto. Dopo le letture – l’incontro fra il profeta Elia e la povera vedova e la Lettera agli Ebrei – il Santo Padre sviluppa nell’omelia una riflessione profondissima, che trae ispirazione dalle parole che Paolo VI, nel suo Pensiero alla morte, aveva dedicato alla Chiesa: «cammina povera, cioè libera, forte e amorosa verso Cristo»: «così – ricorda il Santo Padre – deve essere la Comunità ecclesiale per parlare all’umanità contemporanea».
L’ultimo accenno è per i laici, il mondo delle opere, dell’associazionismo e dell’impegno sociale, affinché non venga meno «il primato della dimensione contemplativa, cioè il primato di Dio nell’esperienza umana».
L’arrivo a Concesio
Dal Centro Pastorale Paolo VI a Casa Montini
La funzione in piazza Paolo VI si conclude alle 13:15. Un po’ intirizziti dal freddo, ma felici e rincuorati dalle parole del Santo Padre, i fedeli accompagnano la papamobile che esce dalla piazza. In compagnia del Vescovo Monari, Benedetto XVI si dirige ora verso il Centro Pastorale Paolo VI, laddove – terminato il pranzo – lo attendono qualche ora di riposo e un incontro importante con il Cardinale Carlo Maria Martini, con il quale si intrattiene per qualche decina di minuti.
Ancora pochi minuti di riposo e poi il viaggio riprende: questa volta la papamobile fa rotta verso Concesio, e precisamente verso Casa Montini, la casa natale di Papa Paolo VI.
Il primo benvenuto è proprio quello dei familiari del Papa bresciano, che guidano Benedetto XVI nella visita all’antica dimora, che ha mantenuto l’aspetto l’austero aspetto di un secolo fa e che è ora di proprietà dell’Istituto Paolo VI per volontà testamentaria di Vittorio Montini – cugino di Paolo VI –, che volle donarla «a imperitura memoria» dell’illustre familiare.
All’Istituto Paolo VI
Il momento più atteso
È ormai prossimo il tramonto quando Papa Benedetto XVI varca la soglia del nuovo Istituto Paolo VI. Il Pontefice è accompagnato dal Presidente Camadini, ed il primo incontro è proprio con i collaboratori del Centro, seguiti dai referenti dell’Opera per l’Educazione Cristiana; poi, la visita del Santo Padre prosegue attraverso l’archivio e la biblioteca.
Subito dopo, uno dei momenti più emozionanti della visita: Papa Benedetto XVI pone la prima firma sul nuovo registro dell’Istituto, con la stessa penna con cui il suo predecessore Giovanni Paolo II aveva inaugurato il primo registro. Finalmente, dopo tanto lavoro e tante emozioni, la nuova sede può dirsi ufficialmente inaugurata.
Ancora qualche minuto e il Santo Padre giunge nell’auditorium. Nell’indirizzo di saluto il Presidente Camadini ricorda le origini, lo scopo e le attività dell’Istituto; poi, in un’atmosfera di palpabile emozione, prende la parola Benedetto XVI, che in un’intensa lezione rilegge un aspetto particolarmente importante del pensiero di Papa Montini, quello legato all’educazione dei giovani.
Le ultime ore
Dalla parrocchiale di Concesio a Ghedi
L’ultima tappa è la Pieve di Sant’Antonino Martire a Concesio, in cui Papa Paolo VI era stato battezzato. «Qui sono diventato cristiano, qui ho avuto il dono della fede», aveva detto Giovanni Battista Montini tornando al suo fonte battesimale; ed è ancora una volta dalle parole del Papa bresciano che Benedetto XVI principia il suo discorso, stavolta per evidenziare il valore del Battesimo: «cari fratelli e sorelle, non dimentichiamo il dono immenso ricevuto il giorno in cui siamo stati battezzati!». Poi, le sue parole scuotono i fedeli: «Non è facile essere cristiani! Ci vuole coraggio e tenacia per non conformarsi alla mentalità del mondo».
Ora la visita è davvero finita. Mentre i fedeli cercano per un’ultima volta le sue mani, il suo sguardo, le sue parole, il Papa ringrazia nuovamente per l’accoglienza ricevuta, e poi sale su un’auto che lo riporta all’aeroporto di Ghedi.
La giornata bresciana di Sua Santità Benedetto XVI si conclude, lasciando nei fedeli bresciani la forte emozione dell’incontro e la speranza di poter accogliere nuovamente il successore di Pietro.
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