Palazzo Martinengo promuove, accanto alle attività espositive, una sezione didattica costituita da un pacchetto di iniziative dedicate alla scuola, al pubblico e alle associazioni del territorio.
L’Assessorato alle Attività e Beni culturali della Provincia di Brescia patrocina l’iniziativa ideata e sviluppata da Brescia Mostre.
La sezione didattica di Palazzo Martinengo si inserisce nel progetto di rilancio della sede espositiva della Provincia di Brescia, che l’Assessorato alle Attività e Beni Culturali e alla Valorizzazione delle Identità, Culture e Lingue Locali, con il coordinamento organizzativo di Brescia Mostre, intende trasformare in un centro culturale polivalente.
L’obiettivo è quello di fare del Palazzo un luogo da vivere e frequentare per un pubblico sempre più diversificato. A partire dalle visite guidate per il mondo della scuola e per gli adulti, la sezione didattica amplia il ventaglio di attività per coinvolgere attraverso programmi specifici pubblici diversi: dagli insegnati agli adulti, dagli studenti alle famiglie, dalle associazioni al mondo dei diversamente abili, dall’università della terza età e del tempo disponibile al turismo culturale.
Tre sono gli ambiti di lavoro: Area Scuola, Area Pubblico, Area Formazione e Consulenza.
L’Area Scuola intende proporre agli studenti delle scuole elementari e medie inferiori laboratori e percorsi tematici capaci di coinvolgerli in atmosfere ludiche e al contempo istruttive, precise e dirette allo scopo; a questi si aggiungono naturalmente visite guidate dal carattere assai flessibile, adattabili alle specifiche necessità delle fasce d’età coinvolte.
L’Area Pubblico si sviluppa attraverso visite guidate e incontri di approfondimento per gli adulti e le scuole medie superiori, attraverso cui analizzare più nel dettaglio le principali tematiche inerenti le mostre in programma.
Alcune mostre, inoltre, possono essere illustrate presso le sedi delle realtà del territorio provinciale che ne fanno richiesta.
In accordo con la direzione della Casa Circondariale di Brescia e della Casa di Reclusione di Verziano, è già in programma l’attuazione di un primo intervento didattico relativo alle mostre della sezione “La storia da non dimenticare”.
L’Area Formazione e Consulenza si pone invece come uno strumento offerto alle scuole del territorio per diversificare ed approfondire la propria offerta formativa: Palazzo Martinengo mette a disposizione il suo staff per ideare, progettare e realizzare percorsi didattici personalizzati, da adattare alle specifiche richieste di insegnanti e alunni.
Le visite guidate alle mostre previste per le scuole di ogni ordine e grado sono visite “personalizzabili”, che prevedono differenti livelli di approfondimento in rapporto alle fasce d’età e mirano ad offrire esperienze di apprendimento ludico ed interattivo, per coinvolgere tutti gli studenti nell’affascinante atmosfera del museo.
I laboratori proposti da Palazzo Martinengo hanno struttura modulare: è possibile organizzare più laboratori in contemporanea, coinvolgendo classi e fasce d’età differenti, così come coinvolgere i ragazzi in un’intera giornata di istruttivo divertimento, alternando le diverse proposte tra mattina e pomeriggio.
Diversi i filoni, alcuni tra loro collegati: arte, archeologia, storia, architettura, teatro e musica.
Questo l’elenco: “La vita di Brescia romana” (Archeologia e Storia), “Brixia Langobardorum” (Archeologia e Arte), “I dinosauri arrivano a Brescia?” (Archeologia/Paleontologia e Arte), “La casa che vorrei” (Architettura), “Organizza la tua mostra” (Arte e Cultura), “Decoriamo!” (Arte), “Siamo tutti dei clown!” (Teatro), “Giochiamo ad essere divi!”, “Aaahh… La musica muove il mio corpo!” (Teatro e Musica).
E, per il festival “A qualcuno piace giallo”, il laboratorio “Ai bambini piace giallo” dedicato all’indagine poliziesca.
I laboratori sono condotti da Paolo Sacchini (storia), Elisa Martinelli (arte) e Claudia Franceschetti (teatro).
Si cercherà di coniugare l’approccio ludico allo scopo formativo, promuovendo incontri e laboratori sia in collegamento con le mostre in corso, sia indipendenti da esse, e legate semmai alla storia della città e della provincia e a quella di Palazzo Martinengo.
Notevole spazio sarà dedicato alla creatività individuale, per stimolare in maniera avvincente la fantasia e la partecipazione dei ragazzi.
Completano la sezione didattica gli itinerari e il percorso archeologico.
Gli itinerari sono attività in relazione alle mostre, pensate per offrire un diverso tipo di lettura dei temi analizzati. Spesso si basano su un’idea di contaminazione tra diverse discipline, scelte tra quelle di volta in volta suggerite dalle opere in mostra: percorsi molto suggestivi, che permettono un’immersione trasversale nel mondo della cultura.
Il percorso archeologico si sviluppa nei sotterranei di Palazzo Martinengo, che nascondono uno dei percorsi archeologici più completi ed istruttivi dell’intero Nord Italia. In un solo luogo è infatti possibile ripercorrere ed attraversare quasi tremila anni della storia urbana di Brescia, dalle testimonianze di età preistorica e protostorica sino all’architettura del Seicento, passando naturalmente per le varie fasi della romanità – che ne costituiscono indiscutibilmente il fulcro nodale – e i lunghi secoli del Medioevo. Visite guidate pensate per le diverse scuole accompagnano i ragazzi, anche attraverso l’analisi del plastico ricostruttivo e di immagini in 3D.
L’attività didattica è ormai per ogni museo e per ogni sede espositiva un momento determinante della sua vita quotidiana. Per molti anni musei e sedi di mostre sono stati luoghi per certi versi chiusi ai contatti con l’esterno, una sorta di torre d’avorio in cui gli studiosi proseguivano le loro ricerche con il massimo entusiasmo, ma in cui oggettivamente si rischiava di non sentire respirare la vita. Pochi visitatori, soprattutto pochissimi giovani, eccezion fatta per le scolaresche che si trascinavano stancamente tra le sale. E poi, nonostante la ricchezza spesso eccezionale delle collezioni conservate e messe in mostra, non potevano dirsi un vero e proprio centro di irradiazione di cultura: tutto si svolgeva per vie interne, la stessa pubblicità delle manifestazioni era piuttosto limitata, e l’unico sforzo di dialogo verso l’esterno erano visite guidate ed eventualmente conferenze.
A cambiare tutto è stata prima la vitalità dei musei americani, che per primi hanno compreso che tra i compiti del museo non poteva esserci solo quello di celebrare il passato, e poi il lungimirante operato di Bruno Munari, che con la passione e la creatività che gli erano propri ha per anni lavorato soprattutto in direzione dell’infanzia, per proporre una serie di progetti laboratoriali che potessero consentire ai più piccoli una fruizione creativa del museo.
Informazioni e prenotazioni
Brescia Mostre Grandi Eventi
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